Allarme della Caritas: ancora troppi gli esclusi dal vaccino

Sono centinaia di migliaia in Italia le persone appartenenti a categorie fragili, come migranti irregolari e senza tetto, che rischiano di restare escluse dalla vaccinazione anti Covid.

Secondo la Società italiana di medicina delle migrazioni, sono centinaia di migliaia le persone che, trovandosi nell’ambito della “fragilità sociale”, rischiano di essere escluse dalla vaccinazione anti Covid-19 se non si attivano delle iniziative e dei percorsi adeguati. Eppure, secondo il Piano Nazionale di vaccinazione e i documenti dell’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, dovrebbero essere vaccinate tutte le persone presenti sul territorio italiano, con o senza permesso di soggiorno. Di questo allarme, ha parlato ai microfoni di Radio Vaticana il dott. Salvatore Geraci, responsabile dell’Area Sanitaria della Caritas diocesana di Roma.

Ci sono dei gruppi di popolazione che in questo momento sono ancora esclusi dal vaccino pur essendo delle categorie a rischio sia per esposizione, sia per età o patologia. Si tratta di persone escluse non per motivi ideologici, ma prettamente amministrativi, per problemi proprio di accesso amministrativo al vaccino. Si tratta di numeri significativi a livello nazionale molto probabilmente, diverse centinaia di migliaia. Tra questi ci sono, ad esempio, gli immigrati che non hanno la tessera sanitaria, perché sono presenti sul territorio italiano senza permesso di soggiorno oppure perché sono arrivati da poco o perché hanno richiesto la regolarizzazione e sono in attesa di perfezionare i documenti. Ma appartengono a questo gruppo anche le persone, italiane e straniere, “senza dimora” che vivono per strada e ovviamente non vanno in giro con una tessera o un documento validi. Ecco, queste persone sono la parte più fragile della nostra società e siccome un piano di vaccinazione ha senso solo se una fascia ampissima di persone si può vaccinare, bisogna intervenire nei loro confronti.

Fabio Colagrande – Città del Vaticano

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