CARITAS ITALIANA: NUOVI TRAGUARDI IN VISTA DEL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO

Nella giornata di venerdì 28 febbraio 2020, presso il Pontificio Santuario di Pompei, si è svolto l’incontro tra la Caritas Italiana e la Delegazione Regionale Caritas Campania. All’evento ha partecipato anche il Direttore Nazionale Don Francesco Soddu. Proprio Don Soddu ha posto l’accento sul fatto che il principale motivo dell’incontro è riconducibile agli intenti preparativi in vista del cinquantesimo anniversario dell’Organismo Pastorale.

L’incontro, riservato sia ai Direttori che ai membri dell’équipe delle Caritas Diocesane, è iniziato con il consueto momento di preghiera e i saluti di S. Ecc. Rev.ma Mons. Antonio Di Donna, Vescovo incaricato regionale Servizio della Carità. In particolare, Mons. Di Donna, ha sottolineato che, in occasione della suddetta ricorrenza, scopo della Caritas deve esser quello di recuperare lo spirito delle origini, corroborando la sua identità e soggettività. Rispetto a quell’ormai lontano 1971, mutate sono le esigenze della Carità Cristiana ed ogni tipo d’intervento deve confrontarsi con scenari mondiali profondamente diversi, tuttavia la Caritas si trova, attualmente, innanzi ad un bivio: o appiattirsi in una dimensione prettamente organizzativa, oppure mirare al più “alto” obiettivo di porsi nella sua dimensione congeniale, quella educativa, ovvero la Chiesa stessa che educa alla Carità. L’intera comunità ecclesiale (Diocesi, parrocchie, ecc.) deve costituirsi come il soggetto unitario che annuncia, celebra e testimonia la Carità.  Questo il senso del discorso introduttivo di Mons. Di Donna.

In questo cammino, il Vescovo delegato per la Carità, ha evidenziato anche l’importanza delle tre dimensioni della Pastorale: la Parola, la Liturgia e la Carità. Queste tre dimensioni oltre ad avere una fondamentale importanza teologica, a livello pratico/attuativo, devono inerire ogni ufficio diocesano. Ognuna di queste tre dimensioni costituisce la Fede ed ha, per tutti i fratelli, un fondamento battesimale.     

Anche Don Francesco Soddu, in quest’ottica, ha ricordato la “Carta Pastorale” del 1995 (un documento interamente redatto seguendo il metodo Sinodale), rilevandone le affinità con la prima esortazione apostolica di Papa Francesco (promulgata alla fine del 2013) Evangelii Gaudium. Ovviamente le due opere non possono che avere intenti comuni poiché scaturiscono dai principi fondamentali insiti nel Concilio Ecumenico Vaticano II, momento cardine del Nostro cammino nella modernità. In particolare, il Direttore di Caritas italiana, si è soffermato su uno dei punti programmatici della “Carta” del 1995: Quale Caritas per i prossimi anniAttorno a questo punto ruotano la maggior parte delle riflessioni in vista di un “bilancio esistenziale” e dei futuri progetti in vista dell’importante ricorrenza del prossimo anno. Come Mons. Di Donna, anche Don Soddu, ha focalizzato l’attenzione sui mutati scenari contemporanei, onde evitare inutili, o peggio, deleteri “ristagnamenti” nell’agire.  È chiaro che la “Carta Pastorale” del 1995 ha già avuto nel corso del tempo degli “aggiornamenti”, e, altri ancora ne avrà. Ciò che non può (e non deve) essere modificato è lo Statuto della Caritas del 1971. Esso, però, può essere perfettamente calato nelle nuove esigenze del mondo contemporaneo. Molto interessante è stato anche il tema (posto sempre da Don Soddu) “Caritas e Chiesa nella Comunicazione”: è necessario da parte di tutti un impegno fruttuoso affinché il Vangelo sia comunicato nel mondo che cambia, ponendosi innanzi alle nuove esigenze e necessità portando “in giro”, sempre con maggior forza, la Buona Novella.

A conclusione dei suddetti interventi, tutti i partecipanti si sono cimentati nella stesura di un lavoro di gruppo concernente le aree seguenti: Territorio, Economia, Relazioni (Comunità), Cultura, Ambiente.

Riguardo al tema dell’ambiente, Mons. Di Donna, ha ricordato che il giorno 18 aprile ad Acerra, ci sarà il convegno “Custodire le Nostre Terre”. In quell’occasione gli aspetti relativi al dramma dell’inquinamento saranno sviscerati in maniera ancor più approfondita. Infatti, da una recente indagine del Ministero della Salute, è risultato che ben 57 siti rappresentano, in questo senso, una minaccia costante. Questi territori martoriati coinvolgono ben 70 Diocesi del nostro paese: 27 nel Settentrione, 20 al Centro e 23 al Sud. È ovvio che le Diocesi più coinvolte in questa tragedia saranno chiamate ad una maggiore attenzione. Tanto per restare al nostro territorio le Diocesi interessate sono: Acerra, Nola, Aversa, Caserta, Capua, Sessa Aurunca e Teano-Calvi.

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