COME OPERA LA CARITAS: INCONTRO CON MONSIGNOR CIRULLI

Nella serata di giovedì 30 gennaio presso il salone del Seminario della Diocesi, Monsignor Cirulli ha tenuto un ulteriore incontro di formazione rivolto agli operatori della Caritas.

Negli incontri precedenti il Vescovo aveva delineato un excursus storico/concettuale riguardante la Caritas Italiana. In particolare si era soffermato sullo statuto di quest’organismo pastorale definendolo come uno dei “frutti più belli del Concilio Vaticano II”,dono immenso di papa Paolo VI.

In questa occasione, il Vescovo, ha spostato l’attenzione degli interessati su dinamiche dal carattere più  operativo. Se la Caritas ha il compito di promuovere la testimonianza della carità nella comunità ecclesiale italiana, portare avanti all’interno della stessa l’interesse continuo della Chiesa per i poveri, per tutti quei fratelli e sorelle posti in una condizione di difficoltà fisica, materiale, economica, relazionale, psicologica; in che modo è in grado di raggiungere tali scopi? Attorno a questa domanda ruota la riflessione del Vescovo.

Innanzitutto la Caritas ha una identità composita ed eterogenea costituita da un raggio di azione che si estende alla salute dei meno abbienti (Monsignor Cirulli si è più volte soffermato sul dramma di coloro i quali non hanno i mezzi necessari per accedere alle cure nel settore privato e a cui la sanità pubblica non riesce a rispondere in tempi rapidi) al conforto e al sostegno di chi è preda della solitudine (ad esempio il dramma che vivono molti anziani) per arrivare addirittura a temi concernenti l’ecologia.

Particolarmente interessante è stato, in questo senso, il riferimento all’Enciclica Laudato Si del 2015, scritta da papa Francesco pensando al dramma della “Terra dei Fuochi”. Monsignor Cirulli ha ricordato che, tra i doveri di chi professa la Carità, vi è anche quello di “saper custodire il creato”, configurandosi come sentinelle sul territorio, difendendo la natura che ci circonda e preservandola per i posteri.

Il filo conduttore di questa riflessione va dal fondatore Paolo VI alla Chiesa di oggi di papa Francesco. Una Chiesa povera per i poveri. La Caritas sintetizza l’interesse della Chiesa per i poveri, per coloro che sono esclusi ed emarginati. In particolare oggi la Chiesa supplisce alle carenze delle istituzioni mondane dando ai bisognosi delle risposte concrete.

In questo senso la Caritas come organismo “centrale” si declina nelle tante realtà parrocchiali, fatte di centri di ascolto, di indagini sul territorio (“conoscere del prossimo che si ha innanzi per meglio servirlo” ha sottolineato il Vescovo), di tempo, impegno, volontà e competenze donate al prossimo.

Il primo dono però, è Gesù Cristo. Per sua natura, quindi, la Caritas differisce dalle altre associazioni dedite alla carità: non mero volontarismo ma in ogni relazione d’aiuto che si compie all’interno della comunità cristiana essere guidati sempre dal Messaggio Evangelico. 

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