COSA FA LA CHIESA NEL TEMPO DEL CORONAVIRUS

La crisi colpisce tutti, ma a pagarne di più le conseguenze, come sempre, sono le fasce sociali più deboli, per questo anche la nostra Diocesi di Teano-Calvi, ha destinato una cospicua somma alla Caritas Diocesana, soldi finalizzati ad aiutare sui singoli territori famiglie già in situazioni di disagio che l’emergenza sanitaria ha messo letteralmente in ginocchio: dall’acquisto di generi di prima necessità al pagamento delle bollette, fino al pagamento di qualche pigione.

Quando si parla di carità il pensiero corre spontaneamente al portafoglio e al gesto di due mani diverse, l’una tesa a fare elemosina, l’altra a riceverla. Però, nel dizionario cristiano, la carità non è solo questo. Essa, anzi, ha mille aspetti, mille volti, fino ad arrivare al sacrificio estremo della propria vita, come tanti medici, suore e preti stroncati dal Covid-19, ai quali il Papa in più di una Messa a Santa Marta ha rivolto il suo pensiero.

Tra i destinatari delle opere di carità messe in campo dalla Chiesa ci sono i malati, ma anche i lavoratori precari, le famiglie disagiate, gli anziani soli che non possono nemmeno uscire a fare la spesa e i “preferiti di Dio” che la crisi in atto rischia di far cadere nel dimenticatoio.

Cei e Caritas hanno lanciato insieme una grande campagna di raccolta fondi della durata di un mese. “È il tempo della responsabilità e insieme possiamo dare un segno concreto di speranza e conforto; le Chiese locali, in questo modo, potranno continuare a non far mancare il dinamismo forte della carità”, ha spiegato don Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana.  Per contribuire alla raccolta fondi si può utilizzare il conto corrente postale n. 347013 o un bonifico bancario con la causale “Emergenza Coronavirus”, oppure donare on-line tramite il sito www.caritas.it .

(Il direttore)

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