DIOCESI: I BAMBINI DEL PROGETTO GENITORI E FIGLI, ICONA DELLA SACRA FAMIGLIA INTERVISTANO MONSIGNOR CIRULLI

Ha iscritto Henrik Ibsen: “Un migliaio di parole non lasciano un’impressione tanto profonda quanto una sola  azione”. Parafrasando il celebre drammaturgo scandinavo noi oggi potremmo affermare che una decina di domande a carattere catechistico e non, poste da alcuni bambini al nostro Vescovo, Mons. Giacomo Cirulli, abbiano lasciato un’impressione tanto profonda quanto  un’accademica disquisizione teologica, con il pregio, ovviamente, di esser poste con la splendida disarmante spontaneità dei fanciulli. I fanciulli in questione, sono alcuni alunni del progetto Genitori e figli – icona della Sacra Famiglia che, accompagnati dagli operatori e volontari che li seguono nel progetto, hanno incontrato (lunedì 27 maggio c.a. – NDR) il Vescovo in veste di interessatissimi intervistatori.

I bambini, messi a proprio agio dalle doti comunicative di Mons. Cirulli, entrato subito in simbiosi con loro, hanno indubbiamente vissuto un momento gioioso e formativo.  Le domande sono state incentrate su diversi temi, dalla biografia del Pastore alle questioni attinenti la catechesi e la Fede personale, e, anche se indorate dalla spontanea fanciullezza affrontano argomenti di fondamentale importanza, culturale e religiosa.  

 La Catechesi, i continui rimandi ai Sacramenti, i ricordi sulla scelta vocazionale ed altri importanti momenti biografici raccontati con grande semplicità evangelica, allegria e buon umore; tutti questi elementi hanno caratterizzato il tempo trascorso dai piccoli ospiti di Mons. Cirulli in una giornata  che, riteniamo, resterà impressa nei loro cuori.

INTERVISTA:

  1. Eccellenza, sappiamo che il suo motto recita “mi consumerò per le vostre anime”, può spiegarci meglio cosa significa?

Non l’ho detto io, lo ha detto San Paolo … Lui era un grande visionario, poiché ha portato il Vangelo di Gesù il mondo allora conosciuto. San Paolo andava in giro per il mondo ad annunciare il Vangelo, che significa Buona Notizia. La Buona Notizia, ovviamente era, che Gesù aveva vinto la morte, ed era risorto. Nella sua attività ha scritto “mi consumerò per le vostre anime” che significa appunto darò la vita per voi come fece Gesù.  

  • Come fa un parroco a diventare Vescovo?

Beh … che ne so? (scherza Mons. Cirulli – NDR).  Non è il parroco che si prepara a diventare Vescovo. Il parroco fa il parroco, poi il suo Vescovo, oppure altri che lo conoscono ritengono che lui è capace di fare il Vescovo, lo dicono al Papa a Roma, il Papa ti nomina Vescovo. Non c’è una scuola per diventare Vescovi …

  • Perché le ragazze non possono diventare sacerdoti?

Così è la disciplina della chiesa. Dice che per essere sacerdoti bisogna essere maschi. Perché a un certo punto si fa riferimento a Gesù, che quando scelse i 12 (apostoli) erano tutti di sesso maschile, allora la chiesa ha continuato fino ad oggi. Segue la scelta di Gesù.

  • Quando e come è avvenuta la sua vocazione?

In realtà non c’è un giorno preciso. Io sono entrato in seminario a 26 anni, prima avevo studiato da medico, dopo sono entrato in seminario. La vocazione, diciamo è avvenuta intorno ai 24 anni.

  • Quale emozione ha provato quando è stato nominato Vescovo?

Uhm … che dire … Belle emozioni, perché Dio si è fidato di me. Mi ha chiesto di fare un lavoro un po’ più grande di quello che facevo prima. Sapevo però di dover affrontare qualcosa di più difficile, complicato.

  • Come si fa a credere in Dio senza vederlo?

Beh… questo lo hai chiesto pure a loro (riferendosi agli insegnanti – scherza Mons. Cirulli – NDR)? A noi è stata trasmessa la Fede, che significa credere senza vedere appunto. Ci è stata trasmessa dai nostri genitori e da tutto il mondo che ci è stato attorno. Ci ha insegnato a credere che esiste Dio, che è Padre Figlio e Spirito Santo, che Gesù vive, lo Spirito Santo agisce in mezzo a noi. Questo è come la Fede ci viene trasmessa, poi ci sono le esperienze che si fanno dentro che sono difficili da spiegare. Che ognuno di noi fa. Anche semplicemente andando a messa si incontra Gesù senza vederlo. Che ci parla in ogni momento in cui la messa è celebrata.

  • Dove abita Dio?

Quando ero piccolo come te mi dicevano:  in cielo, in terra e in ogni luogo. Il cielo lo intendiamo come il posto di Dio ma Dio non ha una casa, si è fatto vedere da noi ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Dio diventato come noi è Gesù. La casa di Dio siamo noi. Abita in mezzo a noi.

  • Crede all’angelo custode accanto a noi?

Io ci credo … ed è un angelo che Dio ci ha donato. Che ci segue e ci aiuta, a voler bene a Dio e a fare quello che ci ha detto Gesù. L’angelo ci sta sempre vicino ma non dà fastidio. È una presenza che Dio ha messo vicino a noi per aiutarci.

  • Quale consiglio si sente di dare a noi bambini?

Di ascoltare Gesù. La voce più importante della vostra vita che è quella di Gesù. Più importante anche di papà e mamma. Papà e mamma vostra vi devono aiutare a sentire Gesù. Quella è la voce più importante così non vi perdete.

  • Sappiamo che il suo anello vescovile ha una storia particolare, ce la può raccontare?

Non questo che porto adesso però … Quello che indossavo il giorno che sono diventato Vescovo è l’anello che l’orafo ha fatto da altri due anelli, che erano quelli di mio padre e mia madre che non ci sono più. Li ha presi, li ha messi insieme e ne ha fatto l’anello per me. La storia bella è questa: mia mamma prima di morire ha lasciato la sua fede e quella di mio padre deceduto  a mia sorella dicendole di darle a me il giorno in cui sarei stato ordinato Vescovo. Lei è morta il 1 giugno 2016 e non ha fatto in tempo ad assistere alla mia ordinazione, ma chissà forse in cuor suo sapeva che questo desiderio si sarebbe realizzato. Quindi gli anelli mi furono lasciati in eredità da mia madre per mezzo di mia sorella, e, non li indosso sempre, cerco di custodirli nel modo migliore.

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