DIOCESI TEANO-CALVI: NUOVE SFIDE PER LA CARITAS DIOCESANA (di Antonio Picozzi – equipe caritas diocesana)

Venerdì 11 settembre, alle ore 19: 30 presso il palazzo vescovile (nel pieno rispetto delle norme sul distanziamento sociale e, dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, ad oggi vigenti), si è tenuto un incontro tra i componenti della Caritas Diocesana e il Vescovo S.E. Mons. Cirulli. L’incontro ha avuto come punti essenziali all’ordine del giorno: l’informazione su attività e progetti, spunti e riflessioni sulle iniziative diocesane dei mesi passati concernenti l’attività dell’Ufficio Caritas, modalità di azione e realizzazione di progetti futuri.

In particolare, Mons. Cirulli ha parlato dell’inclusione di tutte le attività ecclesiali sul territorio all’interno delle Unità Pastorali, poiché “è il cammino della Chiesa Universale che ci orienta in questo senso” (Mons. Cirulli). Quindi, una volta attivate le Unità Pastorali, ovviamente, anche la Caritas ne sarà coinvolta, e, non si parlerà più, in questo senso di Caritas parrocchiale, ma di Caritas per Unità. Ci sarà una Caritas dell’Unità e dei referenti all’interno delle comunità. Lo scopo, che coinvolge ovviamente, tutti gli uffici diocesani e tutte le parrocchie dipanate sul territorio, è mirato al lavorare insieme, all’unità d’intenti all’interno di tutta la comunità ecclesiale e, di conseguenza, a render sempre più sinergico l’impegno sul territorio. Del resto (come più volte ribadito dal Vescovo) l’ultimo documento della Congregazione per il Clero, invita chiaramente, ad andare verso le Unità Pastorali. È un cammino nuovo da iniziare, avrà i suoi tempi per entrare a pieno “regime”, tuttavia, da questo percorso intrapreso, non si torna indietro.

Nel merito dei progetti futuri e degli impegni che coinvolgeranno in maniera diretta la Caritas Diocesana, si entrerà dopo il 19 settembre, data del prossimo Consiglio Presbiterale, tuttavia Mons. Cirulli, ha fatto riferimento alla prossima apertura sul territorio diocesano di strutture mirate alla Carità e all’Accoglienza; in questa epoca ove il dramma dei poveri e dei bisognosi segue un andamento esponenziale, acuito anche dalla terribile emergenza pandemica che da tanti mesi stiamo attraversando, l’impegno della Chiesa al fianco delle istituzioni mondane si rende sempre più necessario con tutte le risorse umane e materiali possibili.

Avendo passato la maggior parte della sua esperienza pastorale all’interno della Caritas, Mons. Cirulli, manifesta sempre una sensibilità particolare nell’indicare agli operatori le modalità di azione sul cammino della Carità. “Fare” Caritas significa radicarsi sul territorio, capire i reali bisogni delle persone in senso materiale e spirituale e, per far questo, di fondamentale importanza è la figura dei sacerdoti che operano nello specifico territorio; ogni tipo di azione sostenuta dalla Caritas (anche in senso materiale, poiché al sacerdote si richiede la conoscenza dei reali bisogni dei suoi parrocchiani) ha come punto imprescindibile la conoscenza sacerdotale di un determinato luogo. Oltre a tutto ciò, Mons. Cirulli ha sottolineato, anche l’importanza della cultura del volontariato; quindi, un altro degli scopi degli operatori che svolgono il Servizio all’interno della Caritas, è anche, se non soprattutto, quello di far proselitismo, coinvolgere più persone possibile a mettersi al servizio del Prossimo. Ma “fare” Caritas vuol dire soprattutto, vedere nell’altro il volto di Cristo. Priva di questo significato trascendente e fondante allo stesso tempo, ogni azione mirata alla Carità perde la sua intima essenza, viene deprivata della sua Ragion d’essere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *