GIORNATA MONDIALE BAMBINE: Reati su minori. Terre des Hommes: “Nel 2019 quasi 6mila in Italia, vittime soprattutto le bambine”.

Presentato a Roma, in occasione della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre), il IX dossier “Indifesa – La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”. Lanciata la campagna #iogiocoallapari per garantire loro istruzione, salute e protezione da sfruttamento, violenza e discriminazioni. Due progetti, un numero solidale e uno spot

In molte parti del mondo è davvero drammatica la condizione di bambine e ragazze, spesso prive di istruzione e vittime di discriminazioni, abusi, matrimoni precoci e forzati. Ma anche in Italia il nascere femmina espone spesso fin da piccole a violenze, prevaricazioni, misoginia e, crescendo, a mancanza di pari opportunità. Anche quest’anno è allarmante lo spaccato offerto dai dati elaborati dal Comando Interforze per il nuovo Dossier della Campagna “Indifesa” di Terre des Hommes, “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”, presentato oggi a Roma nell’imminenza della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre), da Federica Giannotta, responsabile advocacy dell’organizzazione.

In Italia. Nel 2019 diminuisce lievemente (-1%) rispetto all’anno precedente il numero globale di minori vittime di reato: da 5.990 a 5.930, il 60,5% delle quali bambine e ragazze. Se però si prendono in considerazione gli anni 2009-2019 che mostrano un aumento del 41% di questi reati,il fenomeno della violenza sui bambini rivela tutta la sua drammaticità con una crescita in quasi tutte le fattispecie di reato,arrivando a un +333% nel numero delle vittime di pornografia minorile (+26% rispetto al 2018), il 74,5% delle quali bambine. Ancora più allarmante l’aumento del 700% nel decennio (+11% rispetto al solo 2018) delle vittime del reato di detenzione di materiale pornografico, per l’84% bambine. I maltrattamenti in famiglia – più di un terzo del totale dei reati – continuano a crescere: + 7% rispetto al 2018 e +105% rispetto al 2009. Delle 2.101 vittime, il 54% è di sesso femminile. Tra i reati attinenti alla sfera sessuale, dove la percentuale delle vittime tra bambine e ragazze può superare l’80%, crescono violenza sessuale aggravata (+5% rispetto il 2018), corruzione di minorenne (+24%), atti sessuali con minorenne (+6%). Cala invece la prostituzione minorile (-19% rispetto al 2018).

Nelle regioni. Come l’anno precedente, la Lombardia si conferma anche nel 2019 la regione con il maggior numero di reati contro i minori (1.015 vittime), seguita da Sicilia, Emilia Romagna, Lazio, Veneto e Campania. L’incremento più significativo è stato registrato in Basilicata (+83%), mentre il maggiore calo nel numero di minori vittime di reato si riscontra in Valle d’Aosta. Per quanto riguarda l’omicidio volontario, a detenere il triste primato nel 2019 è la regione Campania con 5 vittime, 2 delle quali bambine.

Lockdown e dintorni. Per la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, “è tempo di scelte coraggiose perché le bambine e le ragazze possano crescere e costruire un futuro all’altezza dei loro sogni”. Di qui l’urgenza di investire “nell’educazione e nell’autonomia dei giovani e delle donne”:

una strada “da percorrere tutti insieme”. Sulla stessa linea Federica Giannotta: “L’Italia deve ancora investire molto e su fronti diversi per potersi avvicinare a quel 5° Obiettivo di sviluppo sostenibile che, oggi, per il nostro Paese sembra ancora piuttosto lontano”. Stefano Delfini, direttore del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale, fa notare che durante il lockdown si è registrata “una sensibile diminuzione di quasi tutti i reati” contro i minori”, con l’eccezione dei “maltrattamenti contro familiari e conviventi e di quelli online (come pornografia minorile), che si sono ridotti in misura inferiore a testimonianza di come il lockdown abbia inciso su situazioni di disagio esistenti all’interno delle mura domestiche”.

Nel mondo. Gravissimi gli impatti del Covid-19 sulle fasce più vulnerabili della popolazione mondiale, in particolare bambine e ragazze per le quali, rivela il Dossier, “è aumentato il rischio” di “mutilazioni genitali femminili, matrimoni e gravidanze precoci a causa della chiusura delle scuole”che ne ha coinvolto circa 743 milioni e della “riduzione dei fondi destinati a porre fine a queste pratiche”. Secondo le stime di Terre des Hommes, agli attuali 12 milioni di spose bambine nel mondo se ne potrebbero aggiungere nel prossimo decennio altri 13 milioni, mentre nel solo 2020 “ben 4,1 milioni di bambine potrebbero essere sottoposte a mutilazioni genitali”. Nel Dossier quest’anno anche il gender gap nello sport a livello di status economico, sottorappresentanza femminile nell’attività agonistica – nel 2017 la quota delle atlete era il 28,2% contro il 71,8% degli atleti – e negli organi decisionali.

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