GLI ALUNNI DEL PROGETTO DI CARITAS ITALIANA “GENITORI E FIGLI, UN’ICONA DELLA SACRA FAMIGLIA” IN VISITA AL MUSEO HISTORICUS DI CASPOLI

Un’attività educativa è di qualità se sa preservare la memoria del passato, interpretare la realtà che ci circonda, guardare al futuro con consapevolezza e responsabilità.

Per adempiere a questi tre obiettivi, naturalmente, si rende necessario uno studio approfondito della storia locale, poiché consente agli studenti di conoscere il passato del territorio in cui vivono e, di conseguenza, comprendere il rapporto tra storia locale, storia nazionale e storia sovranazionale.  Tutte finalità che permetteranno loro, altresì di capire, l’intreccio tra il passato e il presente dei luoghi ove si inseriranno come cittadini. 

Quest’uscita didattica sul territorio s’inserisce, a pieno titolo, nell’ottica di tali finalità pedagogiche.  Infatti, gli alunni del sopraindicato progetto (info: https://caritasdiocesanateano-calvi.it/progetto-genitori-e-figli/), nella giornata di lunedì 19 luglio, sono stati condotti in una visita guidata avente come meta il Museo Historicus di Caspoli, Frazione di Mignano Montelungo.

Com’è noto, durante la Seconda Guerra Mondiale, Mignano Montelungo, insieme alla vicina Cassino, fu sede di aspre battaglie nello svolgimento della “Campagna d’Italia”, combattuta tra gli Alleati impegnati in un’avanzata mirata a piegare le ultime, ma comunque strenue resistenze, delle forze dell’Asse. Eventi drammatici che diedero luogo a uno scontro sanguinoso ricordato da tanti altri monumenti celebrativi presenti da queste parti.

Non solo per questi fanciulli, ma anche per i loro genitori e i loro nonni, gli orrori della Seconda Guerra mondiale rappresentano eventi oramai lontanissimi nel tempo. Fatti che conoscono solo perché li studiano sulle pagine dei libri di storia oppure li rivedono nelle immagini di qualche film o documentario.

In questi casi, Il rischio che si corre, non è solo quello di non conoscere i fatti, le date e le motivazioni storiche connesse a tali eventi, bensì quello di non riuscire a comprendere le sofferenze di chi la guerra l’ha vissuta sulla propria pelle e, soprattutto, il sacrificio di chi in questa (come in tutte le altre guerre, del resto) ha perso la vita.

Se tutto ciò non si riesce a comprendere in maniera profonda, il sacrificio di tanti uomini, militari e civili, donne e bambini, sarà stato inutile, perché va a perdersi la sola, unica lezione, che la Seconda Guerra Mondiale può offrirci, ossia la propria follia, la propria assurdità.

Sulla base di queste motivazioni, iniziative culturali come questa breve visita guidata, sono di fondamentale importanza.

Il Museo si trova nella Frazione Caspoli. Fu allestito nel 1997 grazie all’impegno, alla passione e alla dedizione del Brigadiere CC Angelo Andreoli (attuale presidente) e della Sig.ra Maria Cristina Verdone. La struttura raccoglie testimonianze storiche che vanno dai reperti bellici delle battaglie svoltesi nei pressi di Cassino durante la Seconda Guerra Mondiale, a oggetti di epoche più lontane, quali, ad esempio, in uso al tempo del brigantaggio nel Diciannovesimo secolo.

La struttura consta di tre ambienti ed offre una interessante esposizione di armi e tanti altri cimeli militari civili, trovati su quei territori in tantissimi anni di ricerca sul campo. Non a caso, in tante occasioni, questo museo è stato utilizzato in produzioni cinematografiche e documentari a tema bellico.

“Cicerone” dell’incontro, oltre al presidente del museo Andreoli, è stato anche il Luogotenente dell’Esercito Mario Caraccio, tutt’oggi componente dell’equipe Caritas della Diocesi Teano-Calvi ed esperto in promozione umana ed iniziative storico-culturali.

ANTONIO PICOZZI (EQUIPE CARITAS DIOCESI TEANO-CALVI)

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