I BORGHI DI TEANO: FURNOLO

Spesso, quando si fa riferimento alle Frazioni di Teano, si pone l’accento sulle cose negative di questi luoghi, legate soprattutto alle carenze dei servizi essenziali e allo stato di abbandono in cui le amministrazioni comunali tenderebbero a relegarle. In realtà questi borghi esemplificano al meglio il fascino della tranquillità rurale, inoltre il senso d’accoglienza, l’ospitalità e il calore umano dei loro abitanti sono rinomati. Certo generalizzare, anche in senso positivo, non è la scelta giusta, poiché ogni Frazione ha una sua unicità, singolarità, peculiarità non soltanto geografica ma anche antropologica; gli abitanti di alcuni borghi si caratterizzano per una spiccata tendenza alla socialità, altri posseggono un’indole più riservata ma sono tante le sfaccettature umane che costituiscono il piccolo universo sidicino.

“Time runs fast”, dicono gli anglosassoni, ossia “il tempo scorre veloce”. Tuttavia, almeno nella percezione, quando ci si trova in paesini come Furnolo di Teano, il tempo sembra essersi fermato.  Non è una frase fatta, poiché parliamo di un tempo che si ferma nei valori, nell’esperienza, nella natura, nei rapporti umani. Per certi versi, in posti come questo, si apprezza di più l’essenza della vita umana. Come sostiene il grande poeta contemporaneo e “paesologo” (la “paesologia” è una corrente letteraria che parla, appunto, dei borghi mettendo insieme poesia, geografia, etnologia) Franco Arminio, “nei paeselli, se si vuole, si può ‘accendere’ la vita mentre nelle grandi città la vita, al massimo la si può tirare avanti”. In questo senso, l’emergenza pandemica ci ha fatto ancor più comprendere i limiti dei grandi agglomerati urbani e dell’enorme pressione demografica delle grandi città, facendoci ancor più apprezzare gli spazi sconfinati e gli scenari naturali che costeggiano i piccoli borghi. Purtroppo negli ultimi decenni questi luoghi vanno sempre più svuotandosi; i giovani emigrano, l’età media è sempre più elevata e sono ormai tante le case vuote. La ragione di ciò, è da ricercarsi sia nella carenza di servizi essenziali (lavoro, sanità, sicurezza e via dicendo) ma anche in una ancor diffusa mentalità piccolo borghese che non ha in gran “simpatia”, per così dire, il lavoro in campagna. Eppure le vecchie generazioni hanno dimostrato, in questi territori, che conducendo aziende agricole anche piuttosto piccole, si può condurre una vita serena e dignitosa. Oggi, nel terzo millennio inoltrato, questi borghi che costeggiano Teano, avrebbero le potenzialità per diventare dei laboratori a cielo aperto ove s’intersecano turismo, agricoltura di qualità, tecnologia e soprattutto buon vivere. Tranquillità, libertà, minore costo della vita non sono cose da poco seppur associate, di contro, alle carenze di cui abbiamo parlato in precedenza. Ecco, cominciare a ripopolare un po’ alla volta questi luoghi, riportare “a casa” coloro i quali per necessità sono andati via, ponendosi come fine una sorta di migrazione al contrario, offrendo servizi, dando opportunità, magari servendosi con competenza dei fondi europei mirati proprio a questi obiettivi, sarebbe il vero scatto in avanti della politica locale.   

Ogni piccolo centro abitato, per dimensione, conservazione, tipologia, è rappresentativo di un’epoca. La Frazione Furnolo è situata su un costone tufaceo ed ha, appunto, origini antichissime, che risalgono all’epoca dei Sidicini. Sull’origine del nome le notizie contrastano. Wikipedia lo fa risalire all’etimologia latina fur-furis=ladro + nolo= non voglio, ossia “non voglio il ladro”, in riferimento alla volontà dei primi abitanti di questi luoghi di affrancarsi dai covi di briganti presenti al tempo. In realtà altre fonti associano il suo nome agli antichi forni usati per la lavorazione del ferro che sorgevano sul vicino fiume Savone (che approfondiremo più avanti).

Il suolo, di origine vulcanica, è piuttosto fertile, inoltre, le acque sorgive ivi presenti, hanno dato luogo ad una vegetazione ricca e variegata; prevalenti sono uliveti e boschi di castagni secolari. Del resto, come nelle altre Frazioni sidicine, l’agricoltura rappresenta l’asse portante della sua realtà socio-economica. In particolare, la coltivazione delle castagne è il fiore all’occhiello del paesino. Già nei primi giorni di settembre le “Tempestive” (o “Primitive”) sono pronte per la raccolta e, di fatto, aprono la strada alla commercializzazione (la castanicoltura, ossia la produzione e il commercio delle castagne, ha in Furnolo il punto di riferimento anche per i paesi limitrofi, essendoci, nel posto, aziende agricole specializzate in questo settore). La castagna Tempestiva ha un colore un marrone scuro tendente al nero. Ci sono delle leggende popolari che sostengono che il primo albero di Tempestiva sia stato introdotto da San Bernardino da Siena nel XIII° secolo proprio nelle vicinanze del convento francescano dei Lattani (il famoso santuario della Madonna dei Lattani, sito in Roccamonfina, non dista molto da queste parti, circa 10 km).Ma non ci sono solo le Tempestive. Abbiamo poi leNapoletanelle,dette anche “Napoletane” (o “Napulitane”) che, rispetto alle Tempestive, hanno in genere dimensioni più grandi, mentre il colore è bruno chiaro tendente al rossiccio. Quest’ultima qualità di castagne, in tempi recenti, ha avuto un mercato decisamente migliore rispetto alle altre, al punto da far da traino a tutto il settore delle vendite. Da ricordare anche, sono le “Mercogliano” (di colore marrone chiaro tendente al nocciola e dalla forma più tondeggiante. Importate dal comune avellinese di Mercogliano, appunto) e le Eurogiapponesi (famose per le dimensioni superiori alle altre, nate dall’incrocio tra la castanea sativa europea e la castanea crenata giapponese).

Ma l’autunno, qui, non significa solo castagne; svariate qualità di funghi che vanno dagli ovuli ai porcini (solo per citare i più conosciuti) allietano le giornate dei “cercatori”. Qui si concretizza quel connubio fruttuoso (è proprio il caso di dire…) tra agricoltura di qualità, tradizione e innovazione tecnologica a cui facevamo riferimento nelle righe sopraindicate; tutte cose che danno lavoro, migliorano le condizioni di vita e rendono più belle le giornate di tutti quegli individui sensibili al fascino bucolico. In primavera, appunto, la fioritura di primule, viole, orchidee selvatiche ed altri fiori “dipinge” i boschi di colori diversi.  

Menzione a parte, naturalmente, merita la chiesa di S. Paolo Apostolo. Essa si trova ai piedi della collina dei Chiovari (“Ciuari” in dialetto, che è anche la zona più in rilievo del paese). È probabile che la costruzione risalga al XVII° secolo; lì è custodito il busto della Madonna dell’Assunta, opera dello scultore Francesco Di Nardo, risalente alla prima decade del XVIII° secolo. Per quanto concerne lo stile, l’interno è tipicamente gotico mentre la facciata centrale presenta uno stile romanico. Alla Madonna dell’Assunta (onorata il 15 agosto) è dedicata la festa del paese. Come le vicine Frazioni di Casale e Gloriani, anche la storia religiosa e culturale di Furnolo è legata al vicino santuario di Monte Lucno (di cui abbiamo ampiamente parlato nell’articolo: https://caritasdiocesanateano-calvi.it/il-santuario-di-monte-lucno-una-perla-sidicina-tra-le-frazioni-di-casale-e-gloriani/) meta di pellegrinaggio durante la settimana in Albis.

ANTONIO PICOZZI  (EQUIPE CARITAS DIOCESI TEANO-CALVI)  

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