LA GIOVANISSIMA CANTANTE MARTINA PASSARIELLO RACCONTA LE RAGIONI DEL SUO SOGNO (di Antonio PICOZZI – equipe Caritas Diocesana)

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Martina Passariello classe 2004 di Teano. Questa giovanissima cantante, nel novembre 2018, ha raggiunto il ragguardevole traguardo di approdare alle semifinali del Tour Music Fest – The European Music Contest, e, all’interno di questo percorso, è riuscita ad entrare nel novero dei vincitori del Video Contest categoria junior singer (una gara  on-line  rivolta a tutti quegli artisti che hanno partecipato al Tour Music Fest, la cui interpretazione ha raggiunto il maggior numero di voti). Un percorso durato diversi mesi, gratificante da un lato ma allo stesso modo formativo sul piano umano ed artistico, poiché prima di esibirsi il giorno delle semifinali presso il Jalilbreak – Live Club di Roma, Martina ha superato una prima audizione a Napoli (a livello regionale) e una seconda (a livello interregionale) presso il prestigioso CET di Mogol ad Avigliano Umbro.

Naturalmente noi oggi non sappiamo se Martina farà della sua arte il proprio lavoro, di certo il tempo e il talento sono dalla sua parte, possiamo però augurarglielo di cuore soprattutto nella misura in cui questo desiderio rimarrà costante negli anni. Nell’occasione odierna, innanzi ad un gruppo di piccoli e molto interessati interlocutori, alunni del progetto pedagogico diocesano Genitori e figli, un’icona della Sacra Famiglia, ha avuto modo di esporre le ragioni di un sogno, comune a tanti ma allo stesso tempo impregnato di elementi intrinseci e personali: la voglia di cantare e di fare musica. Dolcezza, energia, simpatia, una timbrica originale ed eclettica (con una evidente e spiccata predilezione per le sonorità anglofone che spaziano dal pop, al soul ed al folk), tutto condensato in alcuni minuti di melodia orecchiabile accompagnati dalle note del suo inseparabile ukulele, Martina ha offerto un compendio del suo talento ed ha conquistato e, alla fine dell’intervista, “trascinato” la piccola platea.

Emerge, dalle sue parole, la passione nata come una forza spontanea, coltivata nel tempo mediante un fervente autodidattismo (tant’è che senza maestri ha imparato nel tempo a padroneggiare uno strumento come l’ukulele), mossa dal desiderio incessante di esprimersi in forma artistica e dar voce alle proprie emozioni cantando.  

Mentre l’intervista si dipana, si capisce, che in Martina vi è anche una serietà e una prosaica consapevolezza che per diventare una cantante occorre un’enorme preparazione, fatta di impegno, studio, voglia di mettersi in gioco passo dopo passo. Crederci, ovviamente, ma senza la fretta eccessiva di raggiungere traguardi davvero prematuri per una ragazza così giovane, costruendo se stessa anche grazie al proprio talento e, per un’artista come lei, che ha raggiunto le semifinali del Tour Music Fest con una cover del brano Say You Won’t Let Go (di James Arthur) che letteralmente significa “dimmi che non mollerai”, davvero è un ottimo inizio.

INTERVISTA:

  1. Qual è la tua canzone preferita in assoluto?

La mia canzone preferita si chiama “Best Friend”; parla di un’amicizia. Avere una bella amicizia con le persone è ciò che mi piace di più. È una canzone che rappresenta appieno il mio modo di essere.

  • Qual è il tuo strumento preferito?

Il mio strumento preferito è l’ukulele. In generale mi piacerebbe suonare il pianoforte, il sassofono, la chitarra soprattutto, infatti, mio padre suona la chitarra e mi ha trasmesso la passione verso questo strumento. Per adesso, comunque, l’ukulele è lo strumento con cui più mi trovo a mio agio.

  • Cosa provi cantando?

Per me cantare significa esprimere tutte le mie emozioni e metterle in musica. Esprimere tutte quelle emozioni che magari non mi riesce di esprimere con la semplice parola. Cantare per me significa “parlare in un altro modo”, senza alcun tipo di imbarazzo. Cantare per me significa anche comunicare con gli altri ed è una cosa che mi rende felice.

  • Preferisci cantare o suonare?

Certamente cantare. A suonare non mi reputo ancora tanto brava, anche perché per il momento so suonare bene solo l’ukulele.

  • Se i tuoi genitori ti vietassero di cantare cosa faresti?

Ci rimarrei male … senza dubbio. In generale credo che un genitore dovrebbe essere il primo a supportare un figlio che coltiva una passione. In questo senso io mi reputo fortunata poiché i miei genitori mi sostengono. Comunque, se i miei genitori un giorno mi vietassero di cantare, canterei di nascosto!

  • Come reagiresti se il tuo cantante preferito smettesse di fare musica?

Ci rimarrei molto male, senza alcun dubbio. Proprio perché essendo il mio cantante preferito ed avendo per me la sua musica un’importanza enorme puoi capire come potrei sentirmi.

  • Quando hai capito che la musica era la tua vera passione hai avuto paura di dirlo ai tuoi genitori?

In realtà no, perché l’hanno scoperta loro con me. Anzi, quando non avevo ben capito che quella sarebbe diventata la mia vera passione, loro mi hanno sempre incoraggiata e sostenuta. Ripeto, è una passione che abbiamo scoperto insieme.

  • Hai qualche altra passione oltre al canto?

Sì, ne ho tante. Non so se si possa definire una passione ma innanzitutto adoro stare con mia sorella. Poi faccio parte degli Scout, altra mia grande passione, mi piace anche costruire, modellare, creare qualcosa dal nulla, che è un concetto molto simile alla composizione musicale, al creare dal nulla con le note. Adoro anche disegnare.

  • Perché canti solo in inglese? 

Innanzitutto l’inglese mi piace perché è una bella lingua. Poi l’inglese lo reputo più musicale. Almeno dal mio punto di vista, in italiano le parole sembrano più “divise” rispetto alle altre, mentre in inglese sembrano tutte “vicine” e creano una melodia diversa. In generale i testi in inglese mi piacciono di più.  

(L’INTERVISTA FU REALIZZATA PRIMA DELLA CHIUSURA DELLE SCUOLE A CAUSA DELL’EMERGENZA SANITARIA – NDR)

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