Mons. Giacomo Cirulli nominato vescovo di Alife-Caiazzo, oltre che di Teano-Calvi

Prosegue il processo di accorpamento di alcune diocesi italiane iniziato nel 2019. Oggi infatti papa Francesco ha nominato vescovo di Alife-Caiazzo monsignor Giacomo Cirulli, dal 2017 pastore di Teano-Calvi, unendo in persona Episcopi le due diocesi campane.

Monsignor Cirulli, 69 anni, originario di Cerignola (Foggia), laureato in medicina, ha compiuto il cammino di formazione al sacerdozio nell’Almo Collegio Capranica di Roma, conseguendo il Baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Ordinato sacerdote nel 1982 per la diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, nel 1984 ha ottenuto la Licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico a Roma. Nella sua diocesi e in Puglia ha ricoperto numerosi incarichi. E’ stato parroco, rettore del seminario diocesano, direttore della Caritas Diocesana e delegato di quella regionale, docente di religione al Liceo e di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica Pugliese. Tra il 1992 e il 1996 è stato anche direttore dell’Associazione Medici Cattolici Italiani.

Dal 1985 è stato docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, dal 1988 Membro del Consiglio presbiterale e pastorale diocesano, dal 2001 Vicario Foraneo, esorcista della diocesi e parroco della B.V. Maria Addolorata a Orta Nova. Poi dal 2012 è stato vicario episcopale per la cultura, dal 2015 primo coordinatore degli esorcisti di Puglia, dal 2012 membro del consiglio episcopale. Nel 2016 è diventato vicario generale di Cerignola-Ascoli Satriano fino al 14 settembre 2017 quando è stato eletto vescovo di Teano-Calvi, ricevendo la consacrazione il 7 dicembre successivo.

La diocesi di Alife-Caiazzo era vacante dal 30 aprile 2019 con le dimissioni di Valentino Di Cerbo e la nomina di un amministratore apostolico nella persona di monsignor Orazio Francesco Piazza, vescovo di Sessa Aurunca, diocesi non contigua.

Il processo di accorpamento di alcune diocesi italiane è iniziato nel febbraio 2019 con l’unione in persona episcopi di Palestrina e Tivoli. Si sono susseguite poi quelle di Nuoro e Lanusei (aprile 2020), di Fabriano-Matelica e Camerino-San Severino Marche (giugno 2020), di Modena-Nonantola e Carpi (dicembre 2020). Dal 1999 poi sono unite in persona episcopi le diocesi di Cuneo e Fossano.

Dal 2019 sono poi rette da amministratori apostolici le diocesi di Ales-Terralba (nella persona dell’arcivescovo di Oristano e di Susa (nella persona dell’arcivescovo di Torino). Mentre nel 2020 si sono dimessi, senza che ci sia la nomina di un successore, i vescovi di Piana degli albanesi, Foligno, Albano, Rossano-Cariati, Ascoli Piceno, Cerreto Sannita-Telese-S. Agata de’ Goti, Ischia, Ragusa, Massa Carrara-Pontremoli.© 

venerdì 26 febbraio 2021, Gianni Cardinale – Avvenire.it

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