PAPA FRANCESCO: “CI SI PREOCCUPA SOLO DI POSSEDERE”

“Se ci lasciamo guidare da ciò che ci appare più attraente, da quello che ci piace di più, dalla ricerca dei nostri interessi, la nostra vita diventa sterile”. Queste le parole di Papa Francesco in occasione dell’Angelus di domenica 8 novembre.

“Capita purtroppo di dimenticare la meta della nostra vita, cioè l’appuntamento definitivo con Dio, smarrendo così il senso dell’attesa e assolutizzando il presente” e questo è, ha continuato il Pontefice, un comportamento che “preclude ogni prospettiva sull’aldilà: si fa tutto come se non si dovesse mai partire per l’altra vita e ci si preoccupa solo di possedere ed emergere”.

Anche in questa occasione, il Papa ha posto l’accento sul fatto che il possesso dei beni materiali e l’incessante rincorsa ai successi mondani sono scopi effimeri che mal si conciliano con la transitorietà dell’esistenza terrena, la quale deve sempre essere costante preparazione alla Vita Eterna e, conseguentemente, all’incontro con Dio. Nel tempo terreno che ci è concesso capita, sovente, di affannarsi a soddisfare solo il nostro tornaconto utilitaristico rimuovendo il pensiero della morte. Ecco, questo è un errore grave a cui si va incontro, poiché ci priva del significato dell’attesa di incontrare Dio, ossia il vero ed unico scopo dell’intero nostro esistere.

Questo, in sintesi, il senso della riflessione del Sommo Pontefice.

ANTONIO PICOZZI (EQUIPE CARITAS DIOCESI TEANO-CALVI)

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