PIZZAIOLO PER VOCAZIONE : INTERVISTA A MARIO RENDINA (di Antonio Picozzi-equipe Caritas Diocesana)

Il protagonista dell’odierna occasione, per la consueta analisi del mondo delle professioni svolta dagli alunni della Scuola primaria e secondaria di primo grado, appartenenti al progetto pedagogico di Caritas Italiana Genitori e figli: un’icona della Sacra Famiglia, si chiama Mario Rendina ed è un pizzaiolo di Teano (ove svolge questa professione oramai da decenni). Gli alunni si sono recati presso la sua attività per conoscerlo e porgli, di conseguenza, alcune domande riguardo al suo lavoro. La finalità dell’incontro (come, del resto, nelle interviste precedenti) è relativa alla conoscenza dei mestieri e delle attività del territorio sidicino. Gli obiettivi di questo colloquio riguardano sempre l’arricchimento e la conoscenza dei ragazzi del lavoro manuale nelle sue tante declinazioni, in piena continuità con le « prove di realtà » del loro percorso curriculare. Lo scopo è anche quello, oltreché suscitare in loro nuovi interessi, di valorizzare ogni aspetto lavorativo della nostra cittadina e di coinvolgerli sempre più nel territorio sociale e culturale in cui vivono. Come al solito, seguiti dagli operatori, hanno lavorato alla stesura dell’intervista/questionario, vertente su alcuni
aspetti professionali del mestiere del
pizzaiolo, come ad esempio l’apprendistato, il guadagno ed altri aspetti necessari per svolgere questa professione.
L’interessato ha risposto cordialmente a tutte le domande, citando episodi di vita vissuta, ricordando più volte la figura paterna e tutto ciò che questi gli ha trasmesso ed insegnato. In pizzeria erano presenti anche alcuni clienti che, incuriositi, hanno assistito all’intervista, approvando l’iniziativa dei ragazzi e dei loro insegnanti. Alla fine Mario si è congratulato con i giovanissimi interlocutori, e, per dare un saggio delle sue qualità professionali, ha deliziato gli stessi con una sua specialità, la pizza Margherita, rafforzando così il clima di festa creatosi in precedenza. Proprio non è un caso, verrebbe da dire, quindi, se studi relativamente recenti hanno dimostrato che mangiare pizza mette allegria in virtù dei suoi colori, profumi e sapori.
Anche nel caso di Mario, come del resto in tutte le altre storie di vita professionale raccontate nei precedenti articoli, emergono, intatti dopo tanti anni, l’entusiasmo e l’orgoglio riguardo l’idea che le cose di cui ci si occupa, possano ancora essere “una cosa bella”. Anche in lui v’è quella manifesta consapevolezza nel sentirsi per certi versi privilegiato, non tanto (o, quantomeno non solo) per le soddisfazioni professionali ed economiche, quanto per poter dedicare il tempo della propria vita al lavoro che piace di più e per il quale si ritiene essere predisposti. In fondo, l’essenza d’ogni vocazione professionale, consta nell’assegnare sempre una finalità trascendente al proprio lavoro, qualsiasi esso sia.
INTERVISTA:
1) Da quanto tempo svolge questo lavoro?
Da 35/36 anni.
2)Questo lavoro è facile da svolgere o è abbastanza complicato?
E’ complicato, come tutti i lavori manuali ci vuole molto impegno e pazienza.
3) Che cosa le piace di più di questo mestiere?
Mi piace stare a contatto con le persone. Ho iniziato da bambino per gioco, per curiosità ma pian piano è diventato una buona abitudine e, per fortuna un lavoro.
4)Da che ora a che ora svolge questo mestiere?
Svolgo questo mestiere dalle 8 di mattina alle 8 di sera. Mi sveglio alle 6 :30 per preparare i vari impasti con una pausa per pranzare dalle 13 :00 alle 16 :00
5) Cosa l’ha portata a scegliere questa professione?
Un po’ l’esigenza economica, avendo una famiglia, e poi, onestamente, è la cosa che so fare di più. Ho fatto per un periodo anche il panettiere però per me non è la stessa cosa.
6) A che ora si sveglia la mattina?
Verso le 6:00, però la domenica cerco di recuperare perché il negozio è chiuso.
7) Il fuoco rende le pizze morbide e croccanti?
Sì. Dipende dal calore del forno. Più è alta la temperatura più è morbida la pizza.
8) Torna tardi a casa la sera?
No, io sono fortunato. Torno presto, verso le 21.00. Di solito nelle pizzerie si torna più tardi.
9) Qual è la sua pizza preferita?
La margherita perché è quella classica. Se fosse per me cancellerei tutte le altre pizze ad eccezione di quella napoletana con capperi e acciughe.
10) Qualcuno si è mai lamentato perché le pizze non erano buone?
Sì, tante volte capita. Posso sbagliare magari l’impasto che non lievita bene, oppure il forno è troppo freddo, di conseguenza il risultato non è sempre positivo. Ed è giusto che i clienti si lamentino.
11) Qual è la ricetta per fare la pizza?
C’è l’acqua, il sale, la farina e pochissimo lievito di birra.
12) Quanto tempo impiega per fare una pizza?
Circa un minuto per prepararla. Per cuocerla 2/3 minuti. Poi dipende anche dal tipo di pizza…
13) E’ complicato stare a contatto con i clienti?
Abbastanza. Ognuno ha esigenze e gusti diversi.
14) Che cosa ancora la soddisfa dopo tutti questi anni?
Soprattutto stare a contatto con le persone. La bellezza sta nel realizzare con la farina un qualcosa di completo. Se lo fai con passione questo mestiere è ancora più bello. Ti senti soddisfatto quando, ad esempio, ti dicono che la pizza è molto buona.

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